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UN GIRAMONDO CON LA PASSIONE PER IL FISCHIETTO:
MILOS TOMASELLO-
Adesso che è arrivato in CAI possiamo dirlo: la regione era troppo stretta per uno come lui. Non foss’altro per la sua stazza. Il nostro gigante buono Milos Tomasello-
La bravura dei numeri uno sta tutta qua, riuscire a trasformare situazioni di emergenza in episodi favorevoli: "venni mandato a Termini Imerese per la mia prima partita e me la giocai alla grande: concessi tre vantaggi e da questi scaturirono tre gol". Un’estasi non solo per il direttore di gara ma anche per la Commissione che, dopo solo tre partite mandò il "Colosso biondo" in Promozione. A conferma delle grandi doti tecniche e atletiche di Milos a conclusione di quella stagione, nata sotto una cattiva stella, ma svoltata in modo quasi inaspettato, arrivò la prima importante gratifica di una carriera destinata a grandi traguardi: "all’inizio del mio secondo anno venni scelto per il progetto UEFA "Talent e Mentor", sotto la guida di Ugo Pirrone; il rapporto che avevo instaurato con lui non era del tutto idilliaco però sicuramente mi ha aiutato a crescere ed a migliorare soprattutto dal punto di vista tecnico-
Nonostante un animo battagliero, un carattere non facile, Milos ci tiene a raccontare una parte del suo io che forse in pochi conoscono: "durante il mio percorso in regione fondamentale è stato il rapporto con Orazio Postorino. Per come sono fatto, io ho bisogno di qualcuno che mi accompagni dolcemente, di una figura paterna. Bene, il presidente è autoritario, leale, ma di certo non è questo tipo di figura: non riuscivo ad essere stimolato, anche perché non ero capace di spiegare le mie problematiche. Tutto si superò in un celebre viaggio verso Agrigento, dove entrambi spiegammo le nostre ragioni. Non posso dimenticare, poi, altre figure importanti come quella di Alfredo Basile, un altro poco propenso a usare la carota, ma solo il bastone, naturalmente Roland Herberg, che per primo mi portò in sezione, e Salvo Occhipinti uno dei miei primi osservatori.
La Sezione poi mi ha sempre spinto e sostenuto, anche durante i miei momenti più bui, a partire da Massimiliano Lo Giudice, e fino a tutti i ragazzi, amici più che colleghi".
Dopo una carrellata così ampia sul passato, seppur tanto recente, uno sguardo verso il futuro, con la nuova esperienza della CAI da affrontare con un bagaglio già ben carico di posti, volti e luoghi conosciuti: "il fatto di aver girato il mondo penso mi possa avvantaggiare perché sicuramente viaggiando si conoscono tipi diversi ma alla fine sempre uguali. Andando ad arbitrare fuori dalla Sicilia sono sicuro che potrò percepire al meglio le nuove sensazioni. Mi aspetto di trovare un grande staff dirigenziale e sono curioso di arrivare a Sportilia; voglio vivere appieno quest’esperienza che per adesso vedo ancora come un hobby, da dividere con il mio impegno nello studio (Milos è iscritto alla facoltà di Medicina – N.d.A.). Sapere che rappresento una delle punte di diamante della Sezione insieme agli altri colleghi "nazionali" mi rende orgoglioso. Spero che l’AIA Messina possa tornare ad essere rappresentata come merita". Una speranza di successo da condividere insieme, un desiderio da tenere nascosto nel cuore. E i desideri si sa, a volte vengono esauditi…
Valerio Villano Barbato